Leader nella Formazione Onicotecnica in Italia

Gel, acrilico o acrigel: quale tecnica scegliere (e quale studiare per lavorare)

Confronto fra tre ricostruzioni unghie: mandorla in gel, french in acrilico e baby boomer in acrigel

Gel, acrilico e acrigel sono tre sistemi di ricostruzione diversi per composizione, modo di indurire e comportamento sull’unghia: il gel è leggero e flessibile e polimerizza sotto lampada, l’acrilico indurisce da solo per reazione chimica ed è il più resistente, l’acrigel è un ibrido che si lavora con il pennello come il gel e regge quasi come l’acrilico. Per la cliente la differenza si sente nel peso, nella durata e nel tipo di rifill. Per chi vuole lavorare in questo settore la differenza è ancora più concreta, perché cambiano la manualità richiesta, i tempi di esecuzione, il costo del servizio e il tipo di clientela che riesci a servire.

Se stai valutando quale corso frequentare, la risposta sintetica è questa: si parte dal gel, perché insegna la struttura, si prosegue con l’acrigel, che velocizza il lavoro e amplia le forme realizzabili, e si valuta l’acrilico solo se punti alle lunghezze estreme e alla nail art scultorea. Qui sotto trovi il confronto tecnico completo, la scelta consigliata caso per caso e il percorso formativo che ne deriva, aggiornato ad agosto 2026 e alle nuove regole europee sui fotoiniziatori.

Gel, acrilico e acrigel a confronto: la tabella di sintesi

Le tre tecniche si distinguono su sei parametri operativi: come induriscono, quanto tempo hai per lavorare, quanto pesano sull’unghia, quanto resistono, quanto si limano e quanto tempo serve per impararle. La tabella riassume il quadro, mentre le sezioni successive spiegano ogni voce con il dettaglio che serve a chi lavora davvero in postazione.

ParametroGelAcrilicoAcrigel
ComposizioneProdotto monofasico già pronto, a base di monomeri e oligomeri fotosensibiliPolvere polimerica più monomero liquido, dosati sul momentoProdotto denso in tubo o barattolo, ibrido fra le due tecnologie
Come indurisceSolo in lampada UV o LEDReazione chimica spontanea, senza lampadaSolo in lampada UV o LED
Finestra di lavoroAperta finché non polimerizzi, ma il prodotto tende a colareBreve e non modificabile, varia con la temperatura della stanzaAperta finché non polimerizzi, il prodotto resta fermo dove lo metti
Odore in postazionePraticamente assenteIntenso, richiede aspirazione e ricambio d’ariaPraticamente assente
Peso e sensazioneMolto leggero, con una certa flessibilitàRigido e più pesante, sensazione compattaLeggero come il gel, ma percepito più solido
ResistenzaBuona sulle lunghezze contenuteLa più alta delle tre, anche sulle lunghezze importantiMolto alta, vicina all’acrilico
LimaturaMedia, il prodotto si asporta con facilitàImpegnativa, il prodotto è duro e produce molta polvereRidotta se la stesura è precisa
RimozioneFresa e lima (i gel strutturali non si sciolgono)Fresa oppure ammollo in solventeFresa e lima
Curva di apprendimentoMedia: il nodo è controllare la colata e costruire l’apiceLunga: servono mesi per gestire il rapporto polvere e liquidoRapida: si modella con calma, il prodotto perdona gli errori
Uso idealeCoperture, rinforzi, allungamenti mediForme estreme, muretti, sculture, unghie molto lungheAllungamenti strutturati, french in struttura, baby boomer, rifill veloci

Il gel: leggerezza, controllo e struttura

Il gel è un prodotto già pronto all’uso che resta liquido finché non lo esponi alla lampada, dove i fotoiniziatori presenti nella formula avviano la polimerizzazione e lo trasformano in una struttura solida. È la tecnica più diffusa in Italia e quella con cui la quasi totalità delle onicotecniche inizia, perché permette di lavorare senza fretta e senza odori.

Pennello piatto che stende il gel builder trasparente sull'unghia naturale prima della polimerizzazione in lampada
Il gel resta lavorabile finché non entra in lampada: si distende, si corregge e si polimerizza solo quando la struttura è pronta.

Dentro la famiglia gel convivono prodotti molto diversi, e confonderli è una delle prime cause di lavori che non tengono. I gel autolivellanti hanno una viscosità bassa, si distendono da soli e sono perfetti per coperture sottili e uniformi. I builder sono più densi, restano dove li appoggi e servono a costruire l’apice e la struttura. I cream gel sono coprenti e si usano per il colore in struttura. Sapere quale prodotto stai maneggiando, e quindi quanto colerà nei secondi prima della lampada, è metà del mestiere. Se vuoi approfondire le differenze fra le tipologie, trovi la guida completa nel catalogo ricostruzione Cold Nails.

Il vantaggio più evidente del gel è il controllo. Puoi correggere, aggiungere, distendere e solo quando sei soddisfatta polimerizzi. Il risultato è leggero sull’unghia naturale e mantiene una flessibilità che riduce il rischio di distacchi traumatici: se la cliente prende un colpo, spesso il prodotto assorbe e si flette invece di spaccarsi di netto.

I limiti sono altrettanto reali. Il gel cola, e su unghie con curvatura pronunciata o punti di stress marcati richiede una gestione attenta della postura della mano e dei tempi. C’è poi il picco di calore, cioè quella sensazione di bruciore che la cliente avverte quando uno strato troppo spesso polimerizza in un colpo solo: si previene con strati sottili, con una prima esposizione a bassa potenza e con lampade a partenza graduale, ma va conosciuto. Infine la rimozione richiede la fresa, perché i gel strutturali non si sciolgono nel solvente. Se non hai ancora dimestichezza con lo strumento, il corso online Ricostruzione Unghie più Fresa è il modo più rapido per acquisirla.

Quando il gel è la scelta giusta

Il gel dà il meglio sulle coperture, sui rinforzi e sugli allungamenti fino a una lunghezza media, cioè la richiesta più frequente in salone. È indicato su unghie sottili che hanno bisogno di un prodotto che non appesantisca, su clienti che vogliono un effetto naturale e su tutte quelle situazioni in cui la priorità è la pulizia del risultato più che la resistenza estrema. È anche la tecnica che permette la resa migliore sulle nail art delicate, perché la superficie si presta a lavorazioni sottili.

L’acrilico: la massima resistenza, con qualche vincolo

L’acrilico nasce dall’incontro fra una polvere polimerica e un monomero liquido: intingendo il pennello nel liquido e poi nella polvere si forma una perlina che indurisce da sola, per reazione chimica, senza alcuna lampada. È la tecnica più antica delle tre e resta il riferimento assoluto quando servono resistenza e capacità scultorea.

Perlina di acrilico bianco sul pennello kolinsky, con dappen dish di monomero liquido e barattolo di polvere acrilica
La perlina di acrilico nasce dall’unione di polvere e monomero liquido e indurisce da sola, senza lampada.

La caratteristica che definisce l’acrilico è la finestra di lavoro. Una volta formata la perlina hai un tempo limitato per posizionarla e modellarla, e quel tempo non dipende da te: dipende dal rapporto fra polvere e liquido, dalla temperatura della stanza e dalla velocità con cui lavori. È esattamente per questo che l’acrilico ha la curva di apprendimento più lunga. Non basta capire la teoria, serve una manualità che si costruisce con mesi di pratica, perché una perlina troppo bagnata cola sulle cuticole e una troppo asciutta si sbriciola prima di essere distesa.

In cambio ottieni una struttura rigida che regge lunghezze che nessun altro sistema sostiene con la stessa affidabilità, e una lavorabilità in scultura che consente muretti, decorazioni in rilievo e forme estreme. Chi realizza unghie da concorso lavora quasi sempre in acrilico.

I vincoli sono pratici e vanno considerati prima di investire in un percorso. Il monomero ha un odore intenso e persistente che impone aspirazione localizzata e ricambio d’aria costante, un fattore che pesa se lavori in casa o in uno spazio condiviso con altri servizi. La limatura è più impegnativa, perché il prodotto è duro e genera molta polvere. La rigidità che dà resistenza, infine, si trasforma in un limite quando l’unghia naturale sotto è sottile o flessibile: il prodotto non accompagna il movimento della lamina e i distacchi diventano più frequenti.

Va detto con chiarezza: in Italia la domanda di acrilico è oggi molto più bassa rispetto a Stati Uniti ed Europa dell’Est, e la maggior parte del mercato si è spostata su gel e acrigel. È una delle ragioni per cui il catalogo formativo di Cold Nails Academy è costruito su queste due tecniche, che coprono la quasi totalità delle richieste reali in postazione.

Quando l’acrilico è la scelta giusta

L’acrilico conviene quando la priorità assoluta è la tenuta su lunghezze importanti oppure quando devi scolpire. Clienti che portano forme molto allungate, chi ha bisogno di una struttura che regga sollecitazioni forti, lavorazioni artistiche in rilievo: sono questi gli ambiti in cui la tecnica resta insostituibile. Per tutto il resto esistono oggi alternative più comode sia per te sia per la cliente.

L’acrigel: l’ibrido che ha cambiato il mercato

L’acrigel, scritto anche acrygel e commercializzato da diversi marchi con il nome polygel, unisce la densità e la resistenza dell’acrilico alla lavorazione in lampada del gel: si preleva con la spatola, si modella con il pennello aiutandosi con una soluzione dedicata e si polimerizza solo quando la forma è perfetta. È la tecnica cresciuta di più negli ultimi anni, e non per moda: risolve contemporaneamente i due problemi principali delle altre due.

Rispetto al gel non cola. Puoi appoggiare il prodotto sulla nail form o sulla dual form, distribuirlo, correggere le proporzioni, allontanarti a guardare il lavoro di profilo e riprenderlo, perché finché non entra in lampada resta fermo. Rispetto all’acrilico non ha finestra di lavoro, non ha odore e non richiede il controllo millimetrico del rapporto polvere e liquido.

Acrigel rosa steso con pennello piatto all'interno di una dual form trasparente, prima della polimerizzazione
L’acrigel resta fermo dove lo posizioni: si modella nella dual form con calma e si polimerizza solo a forma finita.

Il risultato è una struttura leggera come un gel ma percepita solida, che consente rifill veloci e regge bene le lunghezze medio lunghe. Sul piano estetico è particolarmente adatto al french in struttura e al baby boomer, perché la densità permette di tenere separate le tonalità senza che si mescolino durante la stesura. Le varianti dedicate a questi effetti sono descritte nella collezione acrigel dello shop.

Anche l’acrigel ha i suoi punti di attenzione. Il costo al grammo è più alto rispetto a un gel builder, e serve una soluzione specifica per lavorarlo, quindi il set up iniziale costa qualcosa in più. Soprattutto, la sua tolleranza agli errori può diventare una trappola: proprio perché il prodotto sta fermo, chi non ha imparato a stendere in modo sottile e uniforme tende a lasciare spessori che poi vanno limati via, allungando i tempi e vanificando il vantaggio. Per questo l’acrigel si impara meglio dopo aver acquisito la manualità sul gel, non al posto di essa.

Quando l’acrigel è la scelta giusta

L’acrigel è la risposta migliore quando ti serve la resistenza dell’acrilico ma vuoi lavorare con la calma e la pulizia del gel. È il sistema più efficiente per gli allungamenti strutturati con dual form, per i rifill in tempi contenuti e per le clienti che chiedono durata senza rinunciare alla leggerezza. È anche la tecnica che permette di alzare il prezzo del servizio più rapidamente, perché il risultato è visibilmente più strutturato e la cliente percepisce la differenza.

Quale tecnica scegliere in base all’unghia che hai davanti

La tecnica giusta si sceglie leggendo l’unghia naturale, non per abitudine e non per preferenza personale. Ecco le situazioni più frequenti in postazione e la scelta che funziona meglio in ciascuna.

  • Unghia sottile e flessibile: gel, che accompagna il movimento della lamina e riduce i distacchi. In alternativa un acrigel steso davvero sottile, evitando strutture pesanti.
  • Unghia mangiata, con letto corto e pelle sensibile: acrigel, perché consente di costruire una base solida senza colate sui tessuti periungueali e di ricostruire proporzioni credibili in una sola seduta.
  • Curvatura trasversale pronunciata: acrigel o acrilico, che restano dove li posizioni mentre chiudi la curva C. Il gel su queste unghie richiede molta più esperienza.
  • Lunghezze importanti richieste dalla cliente: acrilico se parliamo di forme estreme, acrigel per tutto ciò che sta nella lunghezza medio lunga.
  • Cliente con lavoro manuale o mani spesso in acqua: acrigel per la resistenza, abbinato a una struttura più bassa e a un apice ben posizionato.
  • French in struttura e baby boomer: acrigel, per la capacità di tenere separate le tonalità durante la stesura.
  • Cliente che vuole solo un rinforzo naturale: gel, in copertura sottile senza allungamento.
  • Cliente con storia di reazioni ai prodotti per unghie: prima di procedere serve prudenza, indicazione di un consulto medico e utilizzo di formule prive di HEMA. Tutti i prodotti Cold Nails sono formulati HEMA free.

Nella pratica quotidiana la scelta non è mai definitiva: molte professioniste lavorano con due sistemi in parallelo e li alternano in base alla cliente. È questo il motivo per cui la domanda giusta non è quale tecnica sia migliore in assoluto, ma quale ti serve imparare per prima.

Cosa è cambiato nel 2026: TPO, DMTA e formule riformulate

Dal 1° settembre 2025 il Regolamento (UE) n. 877 del 2025 ha vietato il TPO e il DMTA in tutti i prodotti cosmetici, quelli per unghie compresi, senza deroghe né periodi di transizione. È il cambiamento normativo più rilevante degli ultimi anni per il settore e riguarda direttamente la scelta della tecnica e dei prodotti.

Il TPO, sigla di trimethylbenzoyl diphenylphosphine oxide, era uno dei fotoiniziatori più diffusi nei prodotti che polimerizzano in lampada, quindi in gel, semipermanenti, top coat e acrigel. La riclassificazione come sostanza CMR di categoria 1B ne ha comportato il divieto automatico nei cosmetici. Il DMTA, dimetiltolilammina, era invece impiegato per migliorare adesione e durata. Il divieto ha investito anche le scorte già acquistate e già aperte, che non potevano più essere utilizzate.

Cosa significa in concreto per te. Le tecniche non cambiano: gel, acrilico e acrigel restano esattamente quelli che erano. Cambiano le formule, perché i produttori hanno dovuto sostituire il fotoiniziatore, e con formule nuove possono cambiare leggermente tempi di polimerizzazione e comportamento in lampada. La responsabilità dell’uso di prodotti conformi ricade sul professionista, quindi leggere l’INCI non è più una raffinatezza ma una parte del mestiere. I prodotti Cold Nails sono TPO free e HEMA free, vegan e cruelty free, e la parte di teoria dedicata a prodotti e sicurezza è inclusa in tutti i corsi in aula dell’academy.

Infografica con le differenze fra gel, acrilico e acrigel: composizione, indurimento, resistenza, leggerezza, apprendimento e uso ideale
Le differenze fra le tre tecniche in una tabella, da salvare e riguardare prima di scegliere il corso.

Quale tecnica studiare per prima se vuoi lavorare

Se parti da zero la sequenza più efficiente è gel, poi acrigel, poi eventualmente le forme avanzate e l’acrilico. Non è una gerarchia di valore fra le tecniche, è una questione di come si costruisce la manualità.

Il primo motivo è che le fondamenta sono identiche in tutti e tre i sistemi. Preparazione dell’unghia naturale, individuazione del punto di stress, parallelismo, posizionamento dell’apice, schema di limatura: sono competenze trasversali, e se le impari male le porti con te qualunque prodotto userai. Il gel è il contesto migliore per acquisirle perché ti costringe a controllare il prodotto invece di essere controllata da lui.

Il secondo motivo è economico. Il gel copre la domanda più ampia del mercato, quindi ti rende operativa e in grado di fatturare prima. Quando aggiungi l’acrigel non ricominci da capo: applichi a un prodotto diverso una struttura che già conosci, e in una giornata di corso ottieni un salto di qualità e di velocità immediato. Su questo si costruisce l’aumento del prezzo di listino, un tema che abbiamo approfondito nella guida su quanto guadagna un’onicotecnica.

Il terzo motivo è di sostenibilità del percorso. L’acrilico richiede mesi di pratica costante prima di dare risultati vendibili, e affrontarlo come prima tecnica è la strada più rapida per scoraggiarsi. Ha molto più senso come specializzazione, quando hai già una clientela e sai quale segmento vuoi servire.

Il percorso Cold Nails, tecnica per tecnica

Il catalogo formativo di Cold Nails Academy segue esattamente questa progressione, dalla struttura in gel alle forme avanzate, con corsi singoli oppure con un percorso accademico completo. Le lezioni in aula si svolgono nella sede di Calderara di Reno, in provincia di Bologna, con classi da massimo nove partecipanti e attestato di partecipazione.

Allieve al lavoro nelle postazioni durante un corso di ricostruzione unghie Cold Nails Academy a Calderara di Reno, Bologna
Le classi Cold Nails Academy hanno al massimo nove partecipanti, con correzione individuale dei lavori.
LivelloCorsoCosa impariDurata
Punto di partenzaCorso Base Ricostruzione Unghie GelPreparazione con fresa, copertura, gelly tip, dual tip, struttura, french in superficie, forme mandorla e square2 giornate
FondamentaCorso Manicure PerfettaDry manicure e preparazione professionale, il presupposto della tenuta con qualsiasi tecnica1 giornata
Secondo passoCorso Base Acrigel 1° livelloCopertura e allungamento in acrigel, apice, schema di limatura in otto step, baby boomer in struttura, dual form1 giornata
PerfezionamentoCorso Perfezionamento Acrigel 2° livelloStruttura avanzata, mandorla moderna, squoval, primi passi del french muretto1 giornata
PerfezionamentoCorso Perfezionamento Gel Struttura SlimStrutture sottili e proporzionate, controllo degli spessori1 giornata
Tecnica dedicataCorso Dual FormAllungamento con dual form, scelta della form corretta per ogni tipo di unghia1 giornata
AvanzatoCorso Nuove Forme PlusForme nuove e lavorazioni avanzate per chi ha già una base solida2 giornate

Se vuoi coprire in un colpo solo i tre corsi fondamentali, il Pacchetto Base combina gel, acrigel di primo livello e manicure per un totale di 799 euro, con un risparmio rispetto ai tre corsi acquistati singolarmente. Se invece cerchi una formazione completa e continuativa, con assistenza per dodici mesi, il Percorso Accademico in Presenza raccoglie l’intero programma in nove corsi consecutivi, mentre il Percorso Accademico Online è pensato per chi non può essere in aula. Per chi preferisce studiare da casa restano disponibili i corsi di ricostruzione unghie online, con video in 4K e attestato finale.

Per orientarti sui costi, il Corso Base Gel prevede un totale di 399 euro e include un kit professionale del valore di 80 euro, mentre il Corso Base Acrigel di primo livello ha un totale di 249 euro e comprende un acrigel in omaggio. Gli importi aggiornati e le date disponibili sono sempre indicati nella pagina di ciascun corso. Un confronto più ampio sulle formule e sui prezzi di mercato lo trovi nell’approfondimento su quanto costa un corso per fare le unghie.

Gli errori più comuni nella scelta della tecnica

L’errore più frequente è scegliere la tecnica in base alla moda del momento invece che in base all’unghia che si ha davanti e al proprio livello reale. Ne seguono altri quattro che vediamo spesso in aula.

  • Iniziare dall’acrigel saltando il gel, convinte che sia più facile. È vero che perdona di più, ma senza il controllo della struttura acquisito sul gel la ricostruzione resta spesso sovraccarica e mal proporzionata.
  • Cambiare tecnica per risolvere un problema di tenuta che dipende invece dalla preparazione. Nove distacchi su dieci nascono da una preparazione incompleta o da un primer usato male, non dal prodotto.
  • Comprare il kit prima di aver fatto il corso. Si finisce per acquistare prodotti incompatibili fra loro, con base, struttura e finish di sistemi diversi.
  • Usare lo stesso schema di limatura su tutte le tecniche. L’acrilico e l’acrigel hanno durezze diverse dal gel e richiedono grane e punte diverse.

Domande frequenti su gel, acrilico e acrigel


Qual è la differenza fra gel, acrilico e acrigel?

Il gel è un prodotto pronto che indurisce solo in lampada, l’acrilico si ottiene mescolando polvere e monomero liquido e indurisce da solo, l’acrigel è un ibrido denso che si modella con il pennello e polimerizza in lampada. Cambiano anche peso, resistenza e tempi di lavorazione.


È meglio il gel o l’acrigel per chi inizia?

Per chi inizia il gel resta il punto di partenza migliore, perché insegna a controllare il prodotto e a costruire la struttura. L’acrigel è il passo successivo naturale e si impara molto più in fretta se la base sul gel è solida.


Acrigel e polygel sono la stessa cosa?

Sì, si tratta dello stesso tipo di prodotto chiamato con nomi commerciali diversi. Acrigel, acrygel e polygel indicano un sistema ibrido fra gel e acrilico che si applica con il pennello e polimerizza in lampada.


L’acrilico rovina le unghie più del gel?

Nessuna delle tre tecniche danneggia l’unghia se applicata e rimossa correttamente: i danni derivano quasi sempre da una preparazione troppo aggressiva o da una rimozione forzata. L’acrilico è più rigido, quindi su lamine sottili può dare più distacchi, ma non è di per sé più dannoso.


Quale tecnica dura di più?

Sulle lunghezze importanti l’acrilico resta il più resistente, mentre sulle lunghezze medie l’acrigel offre una tenuta molto vicina con un risultato più leggero. In tutti i casi il rifill si programma fra le tre e le quattro settimane, in base alla crescita dell’unghia.


Serve la lampada per l’acrilico?

No, l’acrilico indurisce per reazione chimica fra polvere e monomero e non richiede alcuna lampada. La lampada serve solo per il colore o il finish applicati sopra, se sono prodotti fotoindurenti.


Si può usare l’acrigel su unghie molto sottili o mangiate?

Sì, ed è anzi una delle situazioni in cui rende meglio, perché consente di costruire proporzioni credibili senza colare sui tessuti periungueali. La condizione è stendere strati sottili e non caricare la struttura.


Il divieto europeo del TPO riguarda anche l’acrigel?

Sì, riguarda tutti i prodotti cosmetici che contenevano quella sostanza, quindi anche gli acrigel oltre a gel e semipermanenti. Dal 1° settembre 2025 vanno utilizzate solo formule conformi, e la verifica dell’INCI è responsabilità del professionista.


Quale tecnica conviene imparare per lavorare in salone?

La combinazione gel più acrigel copre oggi la quasi totalità delle richieste in Italia e permette di costruire un listino completo. L’acrilico ha senso come specializzazione successiva, se vuoi rivolgerti al segmento delle forme estreme e della nail art scultorea.


Quanto tempo serve per imparare a ricostruire?

Con un corso base di due giornate acquisisci il metodo completo, mentre la velocità e la costanza del risultato arrivano con la pratica dei mesi successivi. Per questo l’assistenza post corso su WhatsApp, con correzione dei lavori, incide sul risultato quanto la giornata in aula.

In sintesi

Non esiste una tecnica migliore in assoluto: esiste la tecnica giusta per quella cliente, per quel tipo di unghia e per il livello che hai raggiunto. Il gel ti dà controllo e leggerezza, l’acrilico resistenza e capacità scultorea, l’acrigel il miglior equilibrio fra le due cose e la curva di apprendimento più rapida. Chi lavora davvero in questo settore, nella maggior parte dei casi, finisce per padroneggiarne almeno due e per alternarle.

Se vuoi partire con il piede giusto, il primo passo è il Corso Base Ricostruzione Unghie Gel, due giornate in aula a Bologna con kit incluso. Se hai già una base e vuoi fare il salto di qualità, il Corso Base Acrigel 1° livello è il modo più rapido per aggiungere resistenza e velocità al tuo lavoro. Per capire come inserire queste competenze in un percorso professionale completo puoi leggere anche la guida su come diventare onicotecnica a Bologna e, se stai pensando a un’attività tutta tua, la guida su come aprire un nail center in Italia. Per le tecniche più richieste dalle clienti quest’anno trovi tutto nella panoramica sulle tendenze unghie 2026.

Se hai dubbi su quale corso sia adatto al tuo livello, scrivici su WhatsApp al 348 707 94 47: ti indichiamo il percorso più sensato in base a quello che sai già fare.

Articolo aggiornato ad agosto 2026 a cura della redazione Cold Nails Academy, con la supervisione tecnica di Ilaria D’Addio, Nail Master Instructor e fondatrice dell’accademia.

Nota legale: Cold Nails Academy offre corsi di formazione privati nel settore nails. Gli attestati rilasciati certificano la qualità della formazione e le competenze acquisite, non sostituiscono in alcun modo la disciplina di legge. Per approfondire ti invitiamo a consultare la Legge 4 gennaio 1990, n. 1 e la Legge Regionale Emilia-Romagna 4 agosto 1992, n. 32, se applicabile nella tua regione, oppure a rivolgerti a un consulente del lavoro. Le informazioni su prodotti e normativa cosmetica hanno finalità divulgativa e non sostituiscono un parere professionale.

Condividi la notizia

Scopri alcuni dei nostri Video Corsi

Esplora il mondo dell’onicotecnica con i nostri video corsi professionali, progettati per elevare le tue competenze a nuovi livelli.

Scopri alcuni dei nostri Corsi in Presenza

Immergiti nell’arte dell’onicotecnica con i nostri corsi pratici, progettati per offrirti un’esperienza di apprendimento diretta e personalizzata.

Hai domande o vuoi saperne di più sui nostri Corsi?

Compila il modulo sottostante per ricevere assistenza o informazioni.

Nail Master Ilaria D'Addio
Contenuto Tecnico Revisionato ⏱️ 19 min lettura

Nail Master Ilaria D'Addio

Master Educator & Onicotecnica Professionista. Specialista in Ricostruzione Avanzata e Nail Art presso Cold Nails Academy.

Indice Articolo

Ultime dal: Blog

Ultimi: Corsi attivi

Login Cold Nails School

Inserisci le tue credenziali per iniziare il tuo percorso formativo.

Nuovo cliente? Crea il tuo account

Password dimentica? Recupera la password